Le email che fanno molto, molto piacere

Salve,
sono ……., ho 45 anni, sono un medico ginecologo e mamma di due gemelli maschi omozigoti di quasi 17 anni.
Queste poche righe sono per ringraziarla per il libro che ha scritto. Peccato non averlo avuto prima tra le mani.
Ho pensato di leggere il suo scritto prima di proporlo ai miei figli, due sportivi a 360°, che stanno frequentando il liceo scientifico con una testa che spesso e con fatica vorrei “aprire” per riempire di responsabilità e consapevolezza.
Mi auguro che la lettura di questo fantastico libro sia di aiuto e illuminante per loro…
Ci riaggiorniamo fra qualche anno…
Grazie e buon viaggio sempre.

Ecco i migliori Libri di psicologia per ragazzi a Febbraio 2020

Secondo questo sito: https://www.libripiuvenduti.it/libri-di-psicologia-per-ragazzi/

Libri di psicologia per ragazzi

Sei alla ricerca dei Libri di psicologia per ragazzi e vuoi conoscere quali sono i più venduti e consigliati a Febbraio 2020? Noi possiamo aiutarti. In questo periodo quando cerchi qualcosa sulla psicologia puoi trovare facilmente due categorie di libri molto diversi:

  1. Libri di psicologia per gli studenti
  2. Libri di psicologia di altri generi e svariate branche come la famiglia, la vendita, il comportamento dei bambini, l’autostima, l’ansia, ecc.

Quindi per capire quali sono i Libri di psicologia per ragazzi che cerchi, e non ritrovarti a consultare altre categorie, dovresti fare ricerche un pò più meticolose… che abbiamo fatto noi al posto tuo.

Altro aspetto da considerare quando si acquista un libro di psicologia sta nel conoscere la ragione per cui va acquistato uno specifico libro, specie quando esistono centinaia di titoli sul medesimo tema.

Per risolvere questo problema ci aiutano gli altri, ovvero chi giorni o mesi prima ha individuato Libri di psicologia per ragazzi, li ha presi e analizzati, maturando un parere personale. Non possiamo infatti sapere se un libro sarà di nostro gradimento ancor prima di averlo esaminato, ma possiamo inizialmente fidarci delle scelte degli altri e ordinare online quale tra i Libri di psicologia per ragazzi oggi è il più desiderato ed è il più recensito.

Proprio per questo abbiamo realizzato una graduatoria aggiornata (mensilmente) dei libri più ordinati su Amazon. Sicuramente ti aiuterà a scegliere il libro ideale.

Ecco i migliori Libri di psicologia per ragazzi a Febbraio 2020:

OFFERTACONSIGLIO NO. 1

Guida per le ragazze e i ragazzi che vogliono scegliere il proprio futuro

CONSIGLIO NO. 2

LINGUAGGIO DEL CORPO: Come analizzare le persone, leggere la loro mente e capire chi ti sta manipolando

CONSIGLIO NO. 3

Il libro della filosofia. Grandi idee spiegate in modo semplice

CONSIGLIO NO. 4

Ricordati di sorridere

CONSIGLIO NO. 5

Come parlare perché i ragazzi ti ascoltino & come ascoltare perché ti parlino

CONSIGLIO NO. 6

Il miglior investimento sei tu: Dal cambiamento al sogno, dal sogno all’obiettivo, dall’obiettivo al successo

CONSIGLIO NO. 7

Quello che i ragazzi non dicono. Comprendere e interpretare i silenzi degli adolescenti

CONSIGLIO NO. 8

Gestire il proprio tempo: I trucchi per organizzare meglio il proprio tempo e diventare produttivi

CONSIGLIO NO. 9

Tecniche di memoria: Strategie ed esercizi per ricordare ogni cosa

CONSIGLIO NO. 10

Io sono Zero

Speriamo che tu abbia trovato il libro che cercavi.

Se non visualizzi la lista o ritieni ci siano degli errori, puoi segnalarcelo commentando questo articolo. Puoi commentare anche se hai già letto uno dei Libri di psicologia per ragazzi consigliati per condividere la tua opinione.

Grazie

Genitori che volete orientare i vostri figli: aiutateli a capire di cosa è fatta la loro libertà

I primi mesi dell’anno sono anche il periodo delle scelte importanti per i ragazzi, l’iscrizione alle scuole superiori, l’avvicinarsi del momento di decidere la facoltà universitaria, un corso professionalizzante o altro. Bivi, insomma.

Noi genitori siamo pieni di dubbi e di smarrimento e non sempre condividiamo le idee dei nostri figli, specialmente quando ci sembrano un ripiego. Vorremmo il meglio per loro, i percorsi più ambiziosi, ma allo stesso tempo una voce ci dice che non è giusto imporci e che, in fondo, fare un percorso per cui ci si sente predisposti e portarlo a termine, è sempre meglio che iniziarne uno troppo sfidante per poi arenarsi. Un’altra voce opposta, però, ci dice che i nostri figli non possono essere davvero in grado di sapere per cosa sono portati, quale percorso li attira.

Insomma, da una parte ci rendiamo conto che molte loro scelte sono il frutto di effimeri slanci del momento, dall’altra non siamo certi che questi slanci vadano censurati e piegati al nostro modo di pensare, alla nostra esperienza. Che equivale al tormento di ogni buon genitore, da sempre: capire in che misura sia giusto sovrapporre la propria esperienza, la propria vita, i propri rimpianti, alla vita dei propri figli. A tutto questo si aggiunge, a volte, la sconfortante osservazione della loro apatia, del loro trascinarsi senza una meta, della loro mancanza di grinta e di impegno, dei loro desideri poco ambiziosi. Osservazione che, certo, avviene attraverso la lente di ingrandimento dei nostri occhi ansiosi (probabilmente gli stessi occhi che i nostri genitori puntavano su di noi) ma in cui un fondo di verità sicuramente c’è, perché è parte integrante del processo di crescita.

Lo sappiamo, non esiste una risposta univoca e valida per tutti a questi dubbi, quindi continueremo a tormentarci. Ma è molto, moltissimo, quello che possiamo fare per far sì che i nostri figli siano, perlomeno, più consapevoli nelle scelte che fanno. E una delle cose che possiamo fare (oltre, va da sé, a tutto ciò che mira ad approfondirne attitudini, desideri, passioni) è aiutarli ad alzare lo sguardo e a dare un po’ più di concretezza alla parola “futuro”.

Se è normale che alla loro età non possano ancora avere le risposte, aiutiamoli almeno a formulare le domande.

Partiamo da un dato di fatto. I ragazzi hanno una meravigliosa predisposizione, quella di vivere il presente. Un atteggiamento mentale che poi da adulti cerchiamo faticosamente di ritrovare, quasi sempre invano. Quello sguardo sul qui e ora che però li porta (ci porta tutti, a quell’età) a ingigantire il valore della loro libertà attuale e a sottostimare o addirittura non considerare affatto il valore della loro libertà futura, quel “resto della mia vita” che sembra un’idea vaga e sfumata, ma che in realtà arriva in un lampo e dura molto più a lungo.

In nome della libertà di oggi (“sono come sono”, “voglio vivere la mia vita”, “lasciami libera”…) i ragazzi si ribellano alle costrizioni, sfuggono ciò che crea loro ansia e paura, schivano la responsabilità e l’impegno, seguono slanci che danno un appagamento immediato. Credendo, appunto, di farlo per difendere la propria libertà. Come è normale che sia, intendiamoci. Ma è proprio in questo che gli adulti possono essere utili, nell’aiutarli a guardare oltre e a capire che la loro libertà di domani può essere molto più ampia, molto più duratura, molto più divertente e godibile. Una libertà fatta sostanzialmente di una cosa: possibilità di scegliere chi essere e cosa fare. Una libertà tangibile che però va acquistata pagando un prezzo oggi. Perché domani quella libertà potrebbe non essere più in vendita. È un affare da cogliere al volo, in questa finestra temporale della loro vita, prima che il negozio chiuda.

E allora il primo obiettivo è questo: dare sostanza alla parola libertà. Chiedete cosa vuol dire, per loro, essere liberi. Ma non vi fermate a una generica definizione di libertà come ideale astratto. Fateli riflettere sui fatti concreti che, per loro, fanno di una persona una persona libera. Perché questo è il punto: la libertà è fatta di elementi concreti. Alcuni di questi, fortunatamente, sono stati conquistati da altri prima di noi (e vanno difesi ogni giorno), nella parte di mondo in cui viviamo: la libertà di parola, la libertà di movimento, la libertà di amare chi vogliamo. Altri, molti altri, ognuno deve conquistarseli con il proprio impegno quotidiano: il lavoro che desideriamo, una disponibilità economica adeguata, relazioni di qualità, tempo libero, possibilità di progettare un viaggio, possibilità di decidere in quale paese abitare. Possibilità di decidere autonomamente per la propria vita, insomma. Tutti elementi che variano da persona a persona ma che hanno tutti in comune un aspetto: non arriveranno in regalo per il solo fatto di essere diventati adulti, anzi.

Chiedete loro, guardando tra le persone che conoscono, chi identificano come persone libere e chi no. E perché. Chiedete di guardare ai loro genitori (voi) e chiedete se li (vi) ritengono liberi. E perché.
Ascoltateli davvero, senza giudizi preconcetti. Ma al contempo guidateli nell’identificazione dei fatti, nell’analisi logica delle situazioni presentate. Soprattutto, guidateli nell’identificazione dei rapporti causa-effetto.

Una connessione, questa, che può sembrare talmente scontata da venire ignorata creando, nei ragazzi (e in molti adulti, a dire il vero) uno scollamento. Scollamento tra azioni e risultati, tra desideri e costo da pagare per realizzarli, tra unità di tempo quotidianamente investite e approssimarsi o meno alla meta.

Questo scollamento è normale, perché fino a una certa età ci si muove dentro le rassicuranti mura domestiche, dove più o meno ci si può permettere di essere e di fare quasi tutto. Ma se non alziamo lo sguardo finiamo per convincerci che anche fuori da quelle mura le regole del gioco saranno le stesse, che avremo quel che ci è dovuto. E ci ritroveremo presto a piangerci addosso se il mondo non ci avrà fatto trovare il lavoro che meritiamo, se non guadagneremo quanto vorremmo, se continueremo a dipendere da qualcuno, proprio quando davamo per scontato che saremmo diventati finalmente liberi.

Fornite quindi loro input di qualità, ogni giorno, parlate del vostro lavoro, in dettaglio, coinvolgeteli. Alimentate la loro mente, la loro curiosità, anche quando sembrano assolutamente disinteressati a tutto. I vostri input arrivano e vengono elaborati.

Quando li avrete aiutati a formulare qualche domanda sul tipo di libertà che immaginano per il loro futuro, è possibile provare a fare il passo successivo. Perché qualunque sia il percorso che si intende intraprendere, il tipo di scuola, la facoltà universitaria, la carriera sportiva o artistica, lo si può vedere alla luce di questi ragionamenti e provare a capire se dietro una scelta c’è una reale attitudine, una passione consapevole, una paura, un bisogno di omologazione, una comodità logistica, il desiderio di accontentare i propri genitori. O semplicemente il totale disorientamento. Tutte motivazioni normalissime ma che vale la pena scandagliare bene, soprattutto se si sta per scegliere un percorso molto specialistico. Questo infatti, se intrapreso in modo superficiale, rischia di tagliare rami importanti della preparazione generale senza ancora sapere che tipo di pianta si vuole diventare, attivando quella che in termini informatici si chiamerebbe “prematura ottimizzazione”.

Non è sempre facile capire quali siano le scelte giuste, quelle che ci daranno le maggiori possibilità di raggiungere la libertà che abbiamo immaginato per il nostro futuro. Ma è invece molto più prevedibile il ruolo che avranno il massimo impegno quotidiano e la fatica. Per dirla banalmente, nessun acquisto di valore può essere fatto a un prezzo basso. Ma se i nostri figli acquisiranno consapevolezza del valore della loro libertà, pagheranno quel prezzo con più convinzione, non cederanno alla tentazione di arrendersi, supereranno smarrimento, ansia e paura. Perché anche smarrimento, ansia e paura possono diventare alibi. E fa parte del prezzo da pagare lo sforzo di superarli acquisendo in prima persona le risorse necessarie per farlo.

Non esistono ambizioni troppo sfidanti in assoluto. Esistono ambizioni per le quali non siamo disposti o non abbiamo davvero voglia di pagare il prezzo di una pianificazione e di un lavoro quotidiano. Può anche succedere di non avere le capacità adeguate, nulla di male, ma è molto raro poterlo sapere con certezza ancor prima di averci provato, e spesso la storia delle capacità è una giustificazione che ci assolve dalla nostra scarsa motivazione, dalla nostra poca voglia di faticare. Nulla di male anche in questo, basta essere sinceri con noi stessi e consapevoli di tutte le opzioni alternative e di dove queste alternative possono portarci, perché la responsabilità è sempre, sempre, nostra.

Infine, in ogni sfida che hanno davanti, mostrate loro che l’elefante spaventoso che vedono esiste solo nella loro mente. La realtà è fatta di piccoli obiettivi quotidiani del tutto alla loro portata. In questo ricordatevi sempre che gli adulti siete voi, non cadete nella tentazione di mettervi sul loro stesso piano emotivo, in un conflitto alla pari. Persino quando vi sembrano forti, spavaldi e probabilmente più alti di voi, in una parte di loro sono ancora bambini che hanno bisogno di essere contenuti in un abbraccio, tenuti stretti e incoraggiati.

LA MIA INTERVISTA PER RAI GR KIDS – 14 GENNAIO 2020

Grazie a Viviana Verbaro per avermi dedicato la puntata di oggi del RAI “GR Kids!”

Il Comunicato Stampa RAI

Tutti in classe

Scegliere il futuro. Per la prima puntata del 2020, lunedì 6 gennaio alle 7.35 su Rai Radio1, “Tutti in classe” allunga lo sguardo sul futuro delle giovani generazioni, impegnate, proprio in questi primi giorni di gennaio in cui si aprono le iscrizioni per il prossimo anno scolastico, nella scelta della nuova scuola. Le scelte, gli obiettivi e anche i metodi per usare al meglio il tempo e il talento a disposizione di ognuno.  Ospite in studio Emanuele Lancia, esperto di formazione, comunicazione ed orientamento, che queste tematiche le ha affrontate di recente nel libro Guida per le ragazze e i ragazzi che vogliono scegliere il proprio futuro. Nello spazio Fuoriclasse, si parlerà di educazione al rispetto con un progetto che arriva dall’Istituto Comprensivo di Coriano, in provincia di Rimini.

https://www.rai.it/ufficiostampa/assets/template/us-articolo.html?ssiPath=/articoli/2020/01/Tutti-in-classe-44543ca7-f752-4a56-8368-d38c0f809c5f-ssi.html

La mia intervista per RAI Radio 1

La Befana mi ha portato alla trasmissione “Tutti in classe” condotta dalla brillante Paola Guarnieri, che ringrazio per l’invito. Qui il link per riascoltare il podcast.

“Ognuno è artefice del proprio destino”: incontro giovedì nella Sala Rossa del Municipio

Tematica: Scuola

9 ottobre 2019

Giovedì 10 ottobre, dalle 17 alle 19, presso la sede del Municipio VII (piazza Cinecittà 11, Sala Rossa) si tiene l’incontro dal titolo “Faber est suae quisque fortunae – Ognuno è artefice del proprio destino“. 

Partecipa Emanuele Lancia, autore del libro “Guida per le ragazze e i ragazzi che vogliono scegliere il proprio futuro”. Coordina Elena De Santis, assessora municipale alle Politiche scolastiche, educative e giovanili del Municipio.

Nel corso dell’incontro sarà illustrato anche il bando per all’attivazione di un Centro giovanile di socialità in via Marco Dino Rossi 9, in scadenza il 23 ottobre.

Scarica la locandina

https://www.comune.roma.it/web/it/notizia.page?contentId=NWS438306

La prima laurea mista in materie umanistiche e scientifiche

A Londra nasce una università che offre un solo corso di laurea, a cavallo fra materie umanistiche e scientifiche. L’ateneo si chiama London Interdisciplinary School e si pone l’obiettivo di non avere più steccati fra i saperi, ma un unico corso che fonda scienze e materie umanistiche, arte e tecnologia. L’obiettivo è formare laureati con capacità trasversali e persone in grado di risolvere problemi complessi.

Un segnale molto importante per identificare quali competenze, ma soprattutto quale tipo di approccio, saranno richiesti dal mondo del lavoro nei prossimi anni. E, senz’altro, un bel riscatto per le materie umanistiche, che, in un futuro dominato dall’intelligenza artificiale, potranno fare la differenza.

Qui trovate il sito dell’Università: https://www.londoninterdisciplinaryschool.org/

Da dove cominciare se non dalla Premessa?

Prima di iniziare a scrivere un testo di questo genere sono stato molto combattuto. Non solo perché è difficile mettersi nel ruolo di chi dà consigli, ma anche perché ritengo che la vita sia un grande caos, e trovare un senso sia spesso difficile.

Ognuno di noi vive una sua dimensione spirituale, qualunque essa sia. Qualcuno riesce a trovare in essa delle risposte molto concrete, e le vive nel proprio quotidiano. Per altri la dimensione è fatta soprattutto di domande, piuttosto che di risposte. Ma in entrambi i casi, la vita rimane un caos pieno di misteri insondabili, e il mondo una palla di terra e acqua in mezzo a un universo sconosciuto. Non dico questo in senso negativo. Il mistero è forse uno degli aspetti più affascinanti della vita. Però, di fronte a esso, mettersi a parlare di regole del gioco, dare consigli pratici, esaminare scelte più o meno efficaci per vivere al meglio, a volte, può sembrare assurdo.

Se la nostra vita fosse fatta di una sola giornata sicuramente non staremmo qui a parlarne. Staremmo tutti passeggiando lungo una spiaggia, guardando il cielo, mano nella mano con le persone che amiamo e i discorsi sul futuro, sulla pianificazione, sulle scelte, non esisterebbero. Ma non è così, e per provare a vivere al meglio, dobbiamo fare i conti con una serie di dinamiche “terrestri”. Le famose regole del gioco non solo del mondo, ma della specifica società all’interno della quale ci troviamo. Quindi mettiamo da parte i discorsi più esistenziali e proviamo a calarci in queste dinamiche, sempre ben consapevoli del loro valore relativo. Un gioco da giocare.

Questo libro è pensato soprattutto per te che stai finendo le scuole superiori o frequentando l’università. Ma anche per voi genitori (o educatori) impegnati nel difficile compito di chi vuole fare da guida, orientare, consigliare, far acquisire gli strumenti più utili per affrontare il mondo.

Sapere quali sono questi strumenti è oggi sempre più difficile. Molte convinzioni del passato sono crollate (per esempio quella che associava una specifica laurea alla quasi certezza di trovare un lavoro). Il mondo sembra offrire allo stesso tempo molte più opportunità (siamo tutti interconnessi, possiamo viaggiare con facilità e lavorare ovunque) e molte meno di prima (eh, la crisi economica…) soprattutto quando ci si paragona a generazioni precedenti, credendo erroneamente che avessero più certezze di te, più punti fermi. È facile quindi sentirsi smarriti e spaventati.
Alcuni bivi rimangono quelli di sempre: seguo lo slancio del momento e cerco di fare quello che mi piace (in realtà, cosa mi piace?) oppure scelgo un percorso più pragmatico che mi permetta di trovare lavoro in futuro? Ma lo troverò davvero?
Ci sono tantissime nuove incognite, perché il mercato del lavoro è sempre più diversificato: scompaiono professioni e ne nascono di nuove, le aziende scoprono di avere esigenze che fino a pochi anni fa non avrebbero immaginato, soprattutto quelle legate alla rapida diffusione di tecnologie e strumenti di comunicazione. Si accorgono di non aver più bisogno di persone che erano fino al giorno prima fondamentali.

La scelta del percorso di studi e del lavoro è solo una parte del problema. Poi c’è tutto il resto, che sembra di contorno ma in realtà è cruciale: come devo agire, nel mondo, per prendere davvero in mano la mia vita e portarla dove voglio (o almeno darmi delle reali possibilità per farlo)?

È questa una delle decisioni fondamentali per la tua vita (perlomeno all’interno del “gioco” di cui abbiamo detto): puoi muoverti nel mondo in modo naturale ed ingenuo, seguendo gli slanci del momento. Va benissimo. Però, poi, devi essere pronto a prenderti ciò che il mondo ti darà in risposta. Se invece non sei soddisfatto di come stanno andando le cose, o semplicemente non ti sei ancora posto il problema, le prossime pagine mirano a farti sapere che esistono delle accortezze che possono aiutarti.
Te lo dico subito: in questo libro non troverai l’indicazione di quali scelte fare. Sarebbe molto presuntuoso, ma soprattutto sarebbe una presa in giro.

Quello che invece troverai saranno indicazioni di metodo, alcuni ragionamenti sull’approccio mentale e una serie di “dritte” che, qualunque strada deciderai di percorrere, ti aiuteranno a fare la differenza, acquisendo la consapevolezza delle scelte che fai e del perché le fai.

Che poi è quello che spesso manca alla tua età; ma questa presa di coscienza, molte volte, anche negli adulti non è presente. Spesso andiamo avanti come se tutto fosse frutto di casi fortuiti, come se gli strumenti per decidere li dovessimo necessariamente trovare dentro di noi, come se il mondo dovesse accettarci per quello che siamo (brutte notizie su questo fronte) e se non lo fa peggio per lui.

Puoi decidere, invece, di diventare consapevole e padrone delle tue scelte, darti degli obiettivi e capire che per raggiungerli non ci sono azioni giuste o sbagliate in assoluto. Ci sono scelte funzionali al raggiungimento di tali obiettivi e altre che invece non ti aiutano o addirittura ti danneggiano.
Ci sono competenze relazionali che puoi acquisire, ci sono trucchi che puoi conoscere, ci sono modifiche che puoi apportare ai tuoi comportamenti.

Si chiama autodeterminazione. È una strada lunga, senza segnaletica, che si fa da soli, o in compagnia della paura di sbagliare. Una strada che necessita di caparbietà, impegno, capacità di ascolto dei propri bisogni e di quelli del mondo che ci circonda, ma che porta esattamente lì dove vogliamo andare. Nel posto dove diventiamo ciò che siamo e che vogliamo essere.

Il sistema formativo e scolastico purtroppo dedica pochissima attenzione a molti di questi aspetti. Ti dice cosa studiare, ma non come studiare, dando per scontato che sia una capacità innata (tutt’altro). Ti dice di comportarti in un certo modo, ma non ti insegna quasi mai perché agire così. Ti dice che perdi tempo, ma non ti spinge a studiare delle tecniche per gestire e mettere a frutto il tuo tempo. Ti dice di essere sempre pienamente te stesso. Ma non ti dice quasi mai che, in molte situazioni, è meglio non essere “pienamente te stesso”, perché non ti aiuta a raggiungere i tuoi obiettivi.

Da qui è nata l’idea di questo libro. Nel mio lavoro e nella mia esperienza di coach mi sono trovato spesso a pensare a quanto sarebbe stato utile conoscere certe cose prima, quando studiavo, quando dovevo affrontare una interrogazione a scuola o un esame all’università, quando sceglievo la facoltà, quando andavo a fare un colloquio di lavoro.
Ho cercato di raccogliere alcune di queste indicazioni con una certezza: facendo le stesse azioni, difficilmente si arriva a risultati diversi. Se vuoi che cambi il risultato devi esaminare le azioni fatte fino a ora e capire quali vanno modificate. I risultati differenti arriveranno.

n tutto il libro parleremo di come fare cambiamenti in te, mai negli altri. Cambiamenti reali, positivi, non maschere da mettere di volta in volta. Con l’obiettivo di muoverti nel mondo in maniera più efficace.
Perché su questa palla di terra e acqua dobbiamo viverci e vale la pena prenderci il meglio. Sempre lasciandoci il tempo per alzare gli occhi al cielo (o abbassarli su un microscopio) per sondare il mistero della vita.

Voglio specificare una cosa, non dovrebbe essercene bisogno, ma preferisco cancellare fin da subito qualunque eventuale dubbio. Tutto quello che dirò, nonostante la dittatura maschilista della lingua italiana, vale indifferentemente per gli uomini e per le donne. Non esistono differenze nelle possibilità, nelle strategie, nelle mete da raggiungere.

Un’ultima precisazione. Questo non è un libro sull’autostima. Sull’autostima esiste una copiosa bibliografia e una scelta infinita di corsi. Non ti dirò semplicemente di credere in te stesso, soprattutto perché, me lo dice l’esperienza, l’autostima non si autogenera. Essa deriva dai feedback che ci provengono dall’esterno. Ci applichiamo, ci poniamo degli obiettivi, scegliamo le azioni e raggiungiamo dei risultati. È da questi che, giorno per giorno, si costruiscono la nostra sicurezza, la fiducia in noi stessi e si affilano le nostre armi. Se pretendiamo di rivolgere lo sguardo solo all’introspezione (attività comunque importantissima e imprescindibile) e da lì ricavarne autostima, gireremmo a vuoto. Viviamo nel mondo e siamo esseri relazionali e la foto che abbiamo di noi stessi, non può che costruirsi all’interno di questa cornice.

Quello che posso dirti è che non c’è nulla che tu non sia in grado di fare.
Devi lavorare un po’ sul tuo approccio mentale, dare spazio ai tuoi desideri e trasformarli, con sano pragmatismo, in obiettivi reali.
E agire con impegno quotidiano e in maniera efficace per raggiungere tali obiettivi, passo dopo passo.
In poche parole, per usare una definizione cara ai ricercatori di Stanford, muovere il culo.
Cominciamo.

Il futuro delle competenze: guardando al 2030

futuro delle competenze

Vi consiglio la lettura integrale di questo interessantissimo studio Pearson-Nesta “IL FUTURO DELLE COMPETENZE – L’OCCUPAZIONE NEL 2030“.

Ne parleremo presto più diffusamente, intanto lo trovate qui: https://it.pearson.com/content/dam/region-core/italy/pearson-italy/pdf/Futuro_competenze/VERSO2030-FUTURO-COMPETENZE-PDF-ricerca-completa-con-cover.pdf